Dal 17 giugno al 24 giugno sono a Lethbridge per la conferenza CNTA XII.
Dal 24 giugno al 2 luglio a Snowbird per il programma in Arithmetic Statistics.
Dal 2 luglio all'8 luglio... boh!? Ho un volo che mi porta a San Francisco il 2, poi non so bene che farò.
Dall'8 luglio al 14 luglio a Palo Alto vado a visitare Brian all'American Institute of Mathematics.
Il 15 sono di ritorno a Bristol (via Londra). Verso fine luglio (ancora non so esattamente quando) ho il viva. È possibile che torni a Padova per una veloce visita appena dopo il ritorno dal viaggio americano, mentre è sicuro che ci torni in agosto (anche se dovrò lasciarmi un po' di tempo per fare le correzioni alla tesi).
Il viaggio in Canada non è ancora certo, ma sarà probabilmente verso il 20-25 agosto (probabilmente ripassando prima per Bristol).
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martedì 1 maggio 2012
domenica 19 giugno 2011
Non siamo miiiiica gli Americani...
Un po' di stranezze raccolte durante il mio soggiorno californiano.
Vi lascio con un video musicale (tra l'altro vedo che al momento quelli vecchi non si vedono su Firefox per Mac, ma solo con Safari, voi riuscite a vederli?). Questa volta l'artista (anzi la coppia) è un pizzico meno nota in Italia, per cui vi ho messo qualche immagine d'aiuto.
P.S. Svuotando la cache di Firefox i vecchi video tornano a funzionare.
- Chi è lo showman americano più famoso nel resto del mondo? Probabilmente David Letterman. È sicuramente divertente, ma ha un grossissimo problema: ripete tutti i giorni praticamente le stesse battute, magari variandole un minimo. In ogni singola puntata partiva almeno una battuta su Charlie Sheen (licenziato da Due uomini e mezzo e praticamente impazzito), Linsday Lohan (ha rubato una collana più di un anno fa), Dirk Cheney (sempre addormentato) e, da quando è morto, Osama Bin Laden. Le battute erano talmente simili che un paio di volte mi ero convinto di stare guardando una replica di una puntata della settimana precedente.
- Al Late Show di David Letterman segue il Late Late Show di Craig Ferguson che è più divertente (e vario) del programma che lo precede. Il programma è a tratti abbastanza strano, ma il momento più "akward" arriva nelle interviste che si concludono sempre allo stesso modo, con Craig che offre una scelta all'ospite: "akward pause or mouth organ". L'idea in sé è pure divertente, ma dopo un po' entrambe le scenette iniziano a stufare, farlo (un paio di volte) ogni sera è decisamente troppo!
- Ogni singola sera in tv ci sono vari canali in chiaro che danno telefilm su poliziotti, avvocati, squadre speciali, il Judge Judy (la versione molto stronza di Santi Licheri, che a quanto leggo è morto un anno fa), poliziotti veri in azione. La menzione speciale va però a un programma specializzato in test del dna: ogni giorno alcuni padri scoprono in diretta se il figlio è veramente loro. Mi chiedo davvero con che coraggio possano trasmettere un programma del genere...
- Parecchi locali e fast food non hanno un bagno, cosa che in Italia (e in tutta Europa?) è obbligatoria per legge.Questa mancanza a volta può causare prevedibili disagi...
- Il bacon che ti servono da solo o in panini è regolarmente croccantissimo, cosa ci troveranno in mangiare pezzi di cracker iper unti?
- Le pubblicità più frequenti sono quelle sui medicinali e in ognuno di questo spot circa la metà del tempo è speso nel narrare le controindicazioni (con voce particolarmente saudente). Il fatto che le medicine siano naturali viene citato con molta enfasi, come a voler implicare che in fondo non fanno male. Tra le possibili controindicazioni citate c'è quasi sempre la morte.
- In California (è una legge statale) i bar hanno spesso (sempre?) cartelli che dicono che il caffé (e/o altri alimenti molto usati) potrebbe causare il cancro.
- Tutte le catene di supermercati hanno del pane di qualità eccellente, decisamente meglio che in Inghilterra (dove quasi sempre fa schifo) e probabilmente anche meglio che in Italia. I supermercati poi hanno anche vari altri prodotti di qualità (olive e formaggi, ad esempio), ma peccano un po' per quanto riguarda la verdura e in particolare sui pomodori (sia freschi che pelati, dopo vari mesi non sono ancora riuscito a trovare una passata decente).
- In praticamente tutti i piani tariffari per cellulari ricevere telefonate costa e, cosa ancora più assurda, lo stesso vale per gli sms ricevuti (il costo è più o meno uguale a quello di invio). Quindi, se volete fare un dispetto a un americano basta che gli mandiate un centinaio di messaggi (qualcuno ha il numero americano di Stefano?). Questa genialata poi causa problemi psicologici a quelli come me che si fanno già problemi del tipo "ehi, magari sto disturbando" quando chiamano, figurati dovendo anche imporre un costo alla persona chiamata.
- Negli US ci sono parecchie "città per anziani", situate solitamente negli stati più caldi. Un esempio è Sun City (Arizona), con 38000 residenti la cui età media è 75 anni. La città è stata costruita negli anni sessanta proprio per essere una retirement community e addirittura dovrebbe esserci una qualche legge per regolamentare la presenza di persone "giovani" (i.e. non pensionate) che, se non ricordo male, non possono comprare casa in quella cittadina. Queste città solitamente hanno un sacco di circoli sulle attività più disparate, in modo che i pensionati possano passare il tempo a fare ciò che più preferiscono. Per la cultura europea una cosa del genere è totalmente inconcepibile, ma a quanto pare queste comunità sono molto popolari e apprezzate negli USA.
Vi lascio con un video musicale (tra l'altro vedo che al momento quelli vecchi non si vedono su Firefox per Mac, ma solo con Safari, voi riuscite a vederli?). Questa volta l'artista (anzi la coppia) è un pizzico meno nota in Italia, per cui vi ho messo qualche immagine d'aiuto.
P.S. Svuotando la cache di Firefox i vecchi video tornano a funzionare.
mercoledì 1 giugno 2011
Calgary
Un po' di notizie, ma brevi che il tempo è poco.
La mia primavera californiana è finita, da domanica (e fino a sabato) sono a Calgary per una conferenza. Le presentazioni (Tom docet) sono molto molto interessanti e con grossa soddisfazione vedo che capisco decisamente molto di più di due anni fa durante la conferenza in Utah. Quanto alla città, bah... davvero deludente: finora l'unica cosa interessante che ho visto sono i conigli e le gazze che si aggirano per il campus. E pensare che Calgary è la terza città del Canada per popolazione...
Quanto alla California, direi che è andata molto bene, ho conosciuto un po' di gente "importante" e ho lavorato bene. Ho anche capito che è il caso che finisca il dottorato al termine del terzo anno (i. e., l'anno prossimo), aspettare un altro anno non ha molto senso. Questo però vuol dire che dovrò passare il tempo a presentare domande nelle università di mezzo mondo, il ché richiede davvero una valanga di tempo: spero di sopravvivere tra tesi, domande, YRM e una serie di progetti di ricerca a metà.
Nel frattempo, in Italia si va avanti tranquillamente anche senza di me: Berlusconi viene pesantamente sconfitto (e staremo a vedere quanto resisterà ancora, spero che i referendum gli diano il colpo di grazia) e in quel di Piovene-Rocchette c'è chi ha passato una giornata molto speciale: Giulia, sono davvero molto molto molto molto ... molto felice per te (e per Andrea, avete pescato bene entrambi! :)), mi spiace solo non esserci stato, ma conto di sentirti a breve, così mi racconterai! Solo una cosa mi preoccupa: Andrea è consapevole del tuo soprannome?
Per finire, seconda puntata di Sarabanda e in questo caso credo che tutti dovrebbero riconoscere almeno una canzone!
La mia primavera californiana è finita, da domanica (e fino a sabato) sono a Calgary per una conferenza. Le presentazioni (Tom docet) sono molto molto interessanti e con grossa soddisfazione vedo che capisco decisamente molto di più di due anni fa durante la conferenza in Utah. Quanto alla città, bah... davvero deludente: finora l'unica cosa interessante che ho visto sono i conigli e le gazze che si aggirano per il campus. E pensare che Calgary è la terza città del Canada per popolazione...
Quanto alla California, direi che è andata molto bene, ho conosciuto un po' di gente "importante" e ho lavorato bene. Ho anche capito che è il caso che finisca il dottorato al termine del terzo anno (i. e., l'anno prossimo), aspettare un altro anno non ha molto senso. Questo però vuol dire che dovrò passare il tempo a presentare domande nelle università di mezzo mondo, il ché richiede davvero una valanga di tempo: spero di sopravvivere tra tesi, domande, YRM e una serie di progetti di ricerca a metà.
Nel frattempo, in Italia si va avanti tranquillamente anche senza di me: Berlusconi viene pesantamente sconfitto (e staremo a vedere quanto resisterà ancora, spero che i referendum gli diano il colpo di grazia) e in quel di Piovene-
Per finire, seconda puntata di Sarabanda e in questo caso credo che tutti dovrebbero riconoscere almeno una canzone!
martedì 3 maggio 2011
IU ES EI
Non so come sia stata presa in Italia la morte di Bin Laden, ma di sicuro qua negli Stati Uniti la sentono molto: da ieri sera i vari canali americani non parlano d'altro e mostrano in continuazione gente che festeggia nelle varie piazze (tra l'altro è stato molto curioso vedere Fox News cercare di dare la notizia senza riconoscere meriti a Obama). Ero quindi molto curioso di vedere come avrebbe reagito Berkeley, ma a quanto pare qua non gliene frega più o meno niente a nessuno... Stamattina nel campus c'era solo una donna con un cartello che diceva che la morte di Osama non avrebbe cambiato niente, mentre stasera c'erano una decina di ragazzi all'ingresso del campus che, muniti di bandiere americane, urlavano "Berkeley love iu es ei! Berkeley love iu es ei!" Spesso le macchine che passavano suonavano il clacson e urlavano qualcosa, ma comunque le mie aspettative erano decisamente più alte.
Quanto alle conseguenze, come un po' tutti sono convinto che cambierà poco, o anzi, forse no: probabilmente questo risultato spingerà Obama alla rielezione e questo, considerando chi sono gli altri candidati, non è una conseguenza da poco.
Quanto a me, oggi ho dato la presentazione e devo dire che sono molto soddisfatto. Se poi alla fine viene Lagarias a presentarsi e a fare qualche domanda e per un'oretta discuto del mio lavoro con Iwaniec, cosa posso chiedere di più? (Lagarias, per chi non lo sapesse, ha dimostrato una riformulazione dell'ipotesi di Riemann su cui ho fatto la mia tesi della specialistica.)
Quanto alle conseguenze, come un po' tutti sono convinto che cambierà poco, o anzi, forse no: probabilmente questo risultato spingerà Obama alla rielezione e questo, considerando chi sono gli altri candidati, non è una conseguenza da poco.
Quanto a me, oggi ho dato la presentazione e devo dire che sono molto soddisfatto. Se poi alla fine viene Lagarias a presentarsi e a fare qualche domanda e per un'oretta discuto del mio lavoro con Iwaniec, cosa posso chiedere di più? (Lagarias, per chi non lo sapesse, ha dimostrato una riformulazione dell'ipotesi di Riemann su cui ho fatto la mia tesi della specialistica.)
giovedì 7 aprile 2011
MSRI
Devo dire che non mi posso lamentare delle opportunità che ho avuto in questo PhD: Stanford e soprattutto l'IAS di Princeton e il Mathematical Sciences Research Institute sono probabilmente i posti migliori al mondo, matematicamente parlando. Come a Princeton, anche qua ci sono un sacco di "superstar di teoria dei numeri" e anche qua il posto è davvero stupendo: in cima a una delle colline di Berkeley, con una vista fantastica sulla baia di San Francisco. Un giorno mi fermerò per fare una foto del tramonto, col sole che scompare proprio a fianco del Golden Gate Bridge e Alcatraz; l'unico problemino sarà tornare a casa: il tramonto è alle 7.30, 15 minuti dopo l'ultimo autobus che scende dalla collina, e quindi dovrò farmi un'oretta di camminata per tornare a casa (l'ho già fatto una volta, più o meno perdendomi..).
Rispetto a Stanford e allo IAS, l'MSRI ha un grosso vantaggio: come gli altri due, è in un posto tranquillissimo e isolato, ma è anche a poca distanza dal campus, a sua volta immerso in Berkeley/Oakland/San Francisco (che di fatto formano un'unica grande città).
Insomma, avrete capito che questo posto mi sta piacendo davvero parecchio, ed anche come lavoro sta andando molto bene: l'articolo che sto scrivendo sta prendendo forma e in una-due settimane dovrebbe essere pronto.
Rispetto a Stanford e allo IAS, l'MSRI ha un grosso vantaggio: come gli altri due, è in un posto tranquillissimo e isolato, ma è anche a poca distanza dal campus, a sua volta immerso in Berkeley/Oakland/San Francisco (che di fatto formano un'unica grande città).
Insomma, avrete capito che questo posto mi sta piacendo davvero parecchio, ed anche come lavoro sta andando molto bene: l'articolo che sto scrivendo sta prendendo forma e in una-due settimane dovrebbe essere pronto.
giovedì 31 marzo 2011
Si parte
April 1, 4.45am: coach from Bristol to Heathrow
April 1, 10.35am: plane from Heathrow to San Francisco
April 1, 2pm: train from San Francisco to Berkeley
May 15: train from San Francisco to Palo Alto
May 28: shuttle from Palo Alto to San Francisco
May 28, 8.38am: plane from San Francisco to Calgary
June 4, 18.40: plane from Clagary to Heathrow
June 5, 12:05am: coach from Heathrow to Bristol
Domani saluterò casa e amici per un bel pezzo. Le tre tappe sono molto allettanti: per un mese e mezzo sarò ospite dell'MSRI, per un programma in Arithmetic statistics (e, secondo i piani, dovrei finire l'articolo a cui sto lavorando con Brian); nella seconda metà di maggio sarò ospite dell'AIM fondamentalmente solo per lavorare, non so bene chi ci sarà là (Brian ci sarà probabilmente per metà); e infine a Calgary parteciperò a una conferenza che, leggendo il nome degli speaker, sembra davvero molto interessante. Insomma, un'opportunità davvero fantasitca, e sono davvero grato a chi me l'ha proposta.
Questo viaggio ha però una controindicazione: al mio ritorno qualche amico sarà partito, o sarà prossimo a partire e so già che mi mancherà. La vita che mi sono scelto è questa ed è più che probabile che per i prossimi 5-10 anni continuerà a essere così: ogni anno o cambierò città io o la cambieranno quelli con cui ho legato. Già ora, dopo 3 anni scarsi di Inghilterra, mi sento senza radici e la mia idea di tornare a Padova dopo un po' di esilio si fa sempre più debole. Tutto dipenderà da cosa combinerò nei prossimi 18/30 mesi, ma la prospettivà di stabilità in tempi vagamente brevi sembra davvero un miraggio.
April 1, 10.35am: plane from Heathrow to San Francisco
April 1, 2pm: train from San Francisco to Berkeley
May 15: train from San Francisco to Palo Alto
May 28: shuttle from Palo Alto to San Francisco
May 28, 8.38am: plane from San Francisco to Calgary
June 4, 18.40: plane from Clagary to Heathrow
June 5, 12:05am: coach from Heathrow to Bristol
Domani saluterò casa e amici per un bel pezzo. Le tre tappe sono molto allettanti: per un mese e mezzo sarò ospite dell'MSRI, per un programma in Arithmetic statistics (e, secondo i piani, dovrei finire l'articolo a cui sto lavorando con Brian); nella seconda metà di maggio sarò ospite dell'AIM fondamentalmente solo per lavorare, non so bene chi ci sarà là (Brian ci sarà probabilmente per metà); e infine a Calgary parteciperò a una conferenza che, leggendo il nome degli speaker, sembra davvero molto interessante. Insomma, un'opportunità davvero fantasitca, e sono davvero grato a chi me l'ha proposta.
Questo viaggio ha però una controindicazione: al mio ritorno qualche amico sarà partito, o sarà prossimo a partire e so già che mi mancherà. La vita che mi sono scelto è questa ed è più che probabile che per i prossimi 5-10 anni continuerà a essere così: ogni anno o cambierò città io o la cambieranno quelli con cui ho legato. Già ora, dopo 3 anni scarsi di Inghilterra, mi sento senza radici e la mia idea di tornare a Padova dopo un po' di esilio si fa sempre più debole. Tutto dipenderà da cosa combinerò nei prossimi 18/30 mesi, ma la prospettivà di stabilità in tempi vagamente brevi sembra davvero un miraggio.
sabato 24 luglio 2010
Palo Alto n. 2
Ieri mattina sono tornato a Bristol da Palo Alto, dopo un viaggio di ritorno come al solito stressante e scombussolante (vedi ad esempio la dormita da 14 ore di questa notte, o il fatto che alle 7 e mezza di mattina io sia ancora sveglio).
La mia permanenza all'American Institute (AIM) è stata indubbiamente molto positiva, sia per lo studio che per tutto il resto. Un piccolo resoconto l'ho promesso a molti, per cui mantengo la parola, buona lettura.
Iniziamo dal clima. Le nuvole non si sono fatte vedere, come l'altra volta d'altra parte: in 2 mesi totali di Palo Alto non c'è stata una giornata che non fosse di cielo sereno; di pioggia, ovviamente, neanche a parlarne. Quanto alle temperature, questa volta erano un pochino più basse dell'anno scorso, con le massime intorno ai 25-26 gradi ed umidità praticamente nulla. Insomma, clima quasi perfetto (dico quasi perché avrei preferito le massime sui 28-30 gradi; lo so, sono incontentabile..).
Ero alloggiato al Creekside Inn, un albergo nel centro di Palo Alto. La stanza era molto carina, con tv con schermo gigante, molti (troppi!) cuscini, letto King size, terrazza, poltrona e un paio di divani, e, soprattutto, con tutto il necessario per farsi da mangiare. Quest'ultima, qualità davvero importante, ché non sarei sopravvissuto a 3 settimane di junk food (cibo spazzatura) o, in alternativa, di cene solitarie in ristoranti.
La principale differenza dell'AIM rispetto all'anno scorso consisteva nella presenza di qualche altro ragazzo: l'anno scorso, a parte i soliti visitatori settimanali, di fatto c'erano solo 4-5 professori, mentre quest'anno a questi si sono aggiunti 4 Post Doc (e qualche altra persona), rendendo l'istituto molto più vivace.
Dal punto di vista dello studio ho avuto modo di lavorare parecchio e, anche se non ho fatto grossi progressi in una singolo progetto, ho fatto vari piccoli passi iniziali in molte nuove possibili direzioni. Avrò parecchio da lavorare per provare a portrarli avanti tutti, ma almeno la probabilità che qualcuno funzioni è decisamente più alta. In generale, l'impressione è che lavorare con Brian che tutti i giorni mi chiede se ho fatto progressi e dandomi idee nuove sia decisamente più prudottivo che stare a Bristol, anche se indubbiamente, sul lungo periodo, la mancanza di altri PhD sarebbe abbastanza spiacevole.
Studio a parte, dell'AIM ricordo con molto piacere le partite di bocce, di cui ho già parlato, che quest'anno hanno preso il sopravvento sulle partite di croquet con cui si alternavano l'anno scorso.
Durante i weekend, avrei avuto la possibilità di andarmi a fare qualche giretto, ma in realtà di mio non mi sono mosso. L'intenzione era di visitare (su suggerimento di Enrico) il Googleplex, situato poco lontano da Palo Alto, ma dopo una veloce ricerca ho avuto l'impressione che non fosse veramente un posto per turisti. A San Francisco, poi, ero già stato 3 volte l'anno scorso e dovrei tornarci per un mese (a Berkley) ad aprile, per cui il secondo weekend, l'unico in cui mi sono scelto le mie attività, l'ho passato essenzialmente al parco a leggere I fratelli Karamàzov (gran bel libro, anche se ancora non l'ho finito, è bello lungo).
Gli altri weekend li ho lasciati all'iniziativa di Brian, che, nella sua consueta gentilezza, mi ha organizzato delle gran belle giornate. La prima domenica sono andato a casa sua, a Morgan Hill, a festeggiare la cacciata degli inglesi. Gran bella festa, con parecchia gente simpatica, tra cui il nipotino di pochi mesi di Brian, che già inizia a muovere i suoi primi passi. La giornata se n'è andata tra ottimo cibo, partita di croquet, visita allo stupendo (ed è dire poco) campo da golf privato di Mr Fry, e l'osservare Brian che girava col monociclo (già, ha appena imparato a usare il monociclo e di giocolare era già capace, notevole, no?).
L'ultimo sabato invece sono andato a San Francisco nel pomeriggio, per poi incontrarmi sulle sei con Brian e Jen, una delle sue figlie, per vedere la partita di Baseball tra (SF) Giants e (NY) Mets, ricevendo in regalo, noi come i primi 20.000 spettatori, un buffo bubblehead di Tim Lincecum, incredibilmente apprezzato da Brian e tutti gli altri fan. La partita, vinta dai Giants, è stata molto piacevole, col chiaro esempio di quanto siano migliori di noi gli americani in questo genere di cose: infatti, più che la partita, erano davvero notevoli lo show, che rendeva piacevoli anche i mille momenti morti dei match di baseball, il magnifico stadio, pieno di negozi e venditori di cibo, e i vari tifosi, che passavano gran parte del tempo a mangiar panini e bere birra. Credo che la quantità di soldi che faccia ogni giorno quello stadio sia enormemente superiore a quanti ne faccia San Siro, per quanto la capienza di questo sia il doppio (poi bisogna moltiplicare il tutto per il centinaio di partite annuali che i Giants giocano in casa).
Finita la partita, siam tornati a casa di Brian e la mattina successiva sono partito, con Brian, Jen e il ragazzo di lei, alla volta di Carmel-by-the-Sea, la città di Clint Eastwood, di cui Clint è stato anche sindaco negli anni ottanta. A Carmel, Eastwood possiede un campo da golf (la cui tassa di iscrizione Wiki dice essere di $500.000, solo su invito naturalmente) e il Mission Ranch, una vecchia missione a cui sono stati aggiunti un hotel e un ristorante. Noi siamo andati là per il ristorante, per la precisione per un brunch sottoforma di un maginfico buffet. La vista dai posti a sedere all'aperto era davvero gradevole, ma le cose migliori erano indubbiamente la qualità e la varietà di cibi disponibili; la forma di buffet, poi, mi ha permesso di ingozzarmi in modo spudorato delle tantissime delizie che mi venivano offerte. Sul sito trovate un menu (per altro non esaustivo) con le vari pietanze disponibili, se passate di là vale la pena spendere quei 40 dollari.
Finita l'enorme mangiata a Carmel, io e Brian abbiamo salutato Jen e il suo ragazzo e ci siamo diretti verso Monterey, la cittadina su cui sorge l'incredibile acquario (il secondo negli US) che già avevo visitato l'anno scorso. Là abbiamo affittato due kayak e, armati di remi e vestiti di megatutona, ci siamo avventurati tra le acque della baia. Durante l'escursione abbiamo potuto vedere da molto vicino una quantità spropositata di leoni marini (probabilmente più di un migliaio), sei otarie (molto simili ai leoni marini, anche se un po' più "coccoli" e enormemente più rari), parecchi pellicani e molti altri uccelli. In acqua siamo stati tutta il pomeriggio (5 ore totali), passando davvero una bella gioranta, sicuramente migliore delle mie aspettative da pantofolaio. Da rifare, prima o poi.
Leggendo tutto questo, avrete capito quanto gentile nei miei confronti sia stato Brian e quanto gli debba essere grato, e, se non l'avete ancora fatto, lo capirete sicuramente leggendo che per tutte queste cose ha sempre pagato lui: parita di Baseball, Kayak, ristorante e tutto il resto.
C'entra poco, ma vi comunico che da ieri e da mercoledì abbiamo una nuova matematica (110) e un nuovo ingegner matematico (110L), congratulazioni a Marta e Tom!
E già che ci siamo facciamo pure le congratulazioni ad Alessandro, che è finalmente un dottore in pieno diritto di operare!
La mia permanenza all'American Institute (AIM) è stata indubbiamente molto positiva, sia per lo studio che per tutto il resto. Un piccolo resoconto l'ho promesso a molti, per cui mantengo la parola, buona lettura.
Iniziamo dal clima. Le nuvole non si sono fatte vedere, come l'altra volta d'altra parte: in 2 mesi totali di Palo Alto non c'è stata una giornata che non fosse di cielo sereno; di pioggia, ovviamente, neanche a parlarne. Quanto alle temperature, questa volta erano un pochino più basse dell'anno scorso, con le massime intorno ai 25-26 gradi ed umidità praticamente nulla. Insomma, clima quasi perfetto (dico quasi perché avrei preferito le massime sui 28-30 gradi; lo so, sono incontentabile..).
Ero alloggiato al Creekside Inn, un albergo nel centro di Palo Alto. La stanza era molto carina, con tv con schermo gigante, molti (troppi!) cuscini, letto King size, terrazza, poltrona e un paio di divani, e, soprattutto, con tutto il necessario per farsi da mangiare. Quest'ultima, qualità davvero importante, ché non sarei sopravvissuto a 3 settimane di junk food (cibo spazzatura) o, in alternativa, di cene solitarie in ristoranti.
Studio a parte, dell'AIM ricordo con molto piacere le partite di bocce, di cui ho già parlato, che quest'anno hanno preso il sopravvento sulle partite di croquet con cui si alternavano l'anno scorso.
Durante i weekend, avrei avuto la possibilità di andarmi a fare qualche giretto, ma in realtà di mio non mi sono mosso. L'intenzione era di visitare (su suggerimento di Enrico) il Googleplex, situato poco lontano da Palo Alto, ma dopo una veloce ricerca ho avuto l'impressione che non fosse veramente un posto per turisti. A San Francisco, poi, ero già stato 3 volte l'anno scorso e dovrei tornarci per un mese (a Berkley) ad aprile, per cui il secondo weekend, l'unico in cui mi sono scelto le mie attività, l'ho passato essenzialmente al parco a leggere I fratelli Karamàzov (gran bel libro, anche se ancora non l'ho finito, è bello lungo).
Gli altri weekend li ho lasciati all'iniziativa di Brian, che, nella sua consueta gentilezza, mi ha organizzato delle gran belle giornate. La prima domenica sono andato a casa sua, a Morgan Hill, a festeggiare la cacciata degli inglesi. Gran bella festa, con parecchia gente simpatica, tra cui il nipotino di pochi mesi di Brian, che già inizia a muovere i suoi primi passi. La giornata se n'è andata tra ottimo cibo, partita di croquet, visita allo stupendo (ed è dire poco) campo da golf privato di Mr Fry, e l'osservare Brian che girava col monociclo (già, ha appena imparato a usare il monociclo e di giocolare era già capace, notevole, no?).
L'ultimo sabato invece sono andato a San Francisco nel pomeriggio, per poi incontrarmi sulle sei con Brian e Jen, una delle sue figlie, per vedere la partita di Baseball tra (SF) Giants e (NY) Mets, ricevendo in regalo, noi come i primi 20.000 spettatori, un buffo bubblehead di Tim Lincecum, incredibilmente apprezzato da Brian e tutti gli altri fan. La partita, vinta dai Giants, è stata molto piacevole, col chiaro esempio di quanto siano migliori di noi gli americani in questo genere di cose: infatti, più che la partita, erano davvero notevoli lo show, che rendeva piacevoli anche i mille momenti morti dei match di baseball, il magnifico stadio, pieno di negozi e venditori di cibo, e i vari tifosi, che passavano gran parte del tempo a mangiar panini e bere birra. Credo che la quantità di soldi che faccia ogni giorno quello stadio sia enormemente superiore a quanti ne faccia San Siro, per quanto la capienza di questo sia il doppio (poi bisogna moltiplicare il tutto per il centinaio di partite annuali che i Giants giocano in casa).
Finita la partita, siam tornati a casa di Brian e la mattina successiva sono partito, con Brian, Jen e il ragazzo di lei, alla volta di Carmel-by-the-Sea, la città di Clint Eastwood, di cui Clint è stato anche sindaco negli anni ottanta. A Carmel, Eastwood possiede un campo da golf (la cui tassa di iscrizione Wiki dice essere di $500.000, solo su invito naturalmente) e il Mission Ranch, una vecchia missione a cui sono stati aggiunti un hotel e un ristorante. Noi siamo andati là per il ristorante, per la precisione per un brunch sottoforma di un maginfico buffet. La vista dai posti a sedere all'aperto era davvero gradevole, ma le cose migliori erano indubbiamente la qualità e la varietà di cibi disponibili; la forma di buffet, poi, mi ha permesso di ingozzarmi in modo spudorato delle tantissime delizie che mi venivano offerte. Sul sito trovate un menu (per altro non esaustivo) con le vari pietanze disponibili, se passate di là vale la pena spendere quei 40 dollari.
Leggendo tutto questo, avrete capito quanto gentile nei miei confronti sia stato Brian e quanto gli debba essere grato, e, se non l'avete ancora fatto, lo capirete sicuramente leggendo che per tutte queste cose ha sempre pagato lui: parita di Baseball, Kayak, ristorante e tutto il resto.
C'entra poco, ma vi comunico che da ieri e da mercoledì abbiamo una nuova matematica (110) e un nuovo ingegner matematico (110L), congratulazioni a Marta e Tom!
E già che ci siamo facciamo pure le congratulazioni ad Alessandro, che è finalmente un dottore in pieno diritto di operare!
mercoledì 7 luglio 2010
Creekside Inn
C'è una cosa che accomuna tutti gli hotel che ho girato qua negli USA: i letti (rigorosamente matrimoniali) sono sommersi da 7 cuscini (altri due sono sopra il divano). Non ho idea di come si regolino gli alberghi europei (o quelli degli altri continenti), ma questa cosa a me sembra abbastanza inutile. Completamente assurdo è invece il fatto che ogni sera mi tocca rispostare 5-6 cuscini dal letto al divano, perché quando torno a casa me li ritrovo puntualmente tutti sul letto. Poveri cuscini, immagino che farsi avanti indietro per 20 giorni possa essere piuttosto stressante!
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