-How was your holyday?
-Very nice! I went to Ostuni, in the south of Italy, in a "trullo".
-Do you have pictures?
Sì, Orestis, ne ho, 489. Trentun minuti, con la presentazione di iPhoto. Scorrono una dopo l'altra: il trullo, la cena sul pozzo e le schitarrate sul tetto. Fritz, Daniela coi vestiti in prestito e il giocoliere imbranato. La Zumbo, uscita da una notte in treno più sorridente e energetica che mai, Torre Pozzelle e la Giulia e il suo buffo cappello. Matera, i sassi e Bobo Sind. E molto molto di più.
Siamo partiti giovedì 12, confidando più sulla gentilezza altrui che sulla nostra organizzazione. Due giorni prima stavamo ancora rifinendo i piani di una bagnatissima vacanza sul Latemar, mentre la sera prima sapevamo di partire per la Puglia ma senza alcuna idea di dove dormire. Poi, a sorpresa, la chiamata di mio zio che mi chiede se vogliamo stare nel trullo di Angelo, un suo amico. Ovviamente accettiamo, ringraziando entrambi per l'aiuto dato alla nostra richiesta così improvvisa e, naturalmente, per l'ospitalità.
Il trullo era davvero bellissimo, fresco ed accogliente,ma non mi dilungo troppo nella descrizione, potete ammirarlo da voi nella foto qua a destra. A fare da padrone di casa c'era Fritz, un magnifico cagnetto, il cui affetto incondizionato quasi fa tentennare la mia decennale preferenza per i gatti.
La sera, appena arrivati dal lungo viaggio, sfruttiamo subito la magia del trullo: cena sul pozzo e chitarra sotto le stelle. La voce ancora manca, arriverà in treno sabato mattina, fedele compagna di viaggio della Zumbo.
Le immagini seguono e ne arriva una particolarmente buffa: Daniela vestita della canottiera della Giulia e di un canotto arancione, il quale a stento si aggrappa ai suoi fianchi, e in segreto la maledice per il suo assurdo timore che le stiano stretti. Il grazioso quadretto è dono di una sbadata mamma, che, nel prendere dalla staccionata i vestiti del figlioletto, si fa prendere la mano, lasciando in costume la povera Daniela.
Passata la rabbia, ci si può finalmente godere l'acqua azzurra et chiara di Torre Guaceto, non prima però di aver passato la versione acquatica della camminata sui carboni ardenti: la camminata sugli scogli che si nascondono pungenti sotto i primi metri di bagnasciuga.
La sera, poi è tempo di fare la conoscienza con Ostuni, la sua concattedrale e l'improbabile giocoliere, che con il suo vestitino attillato riesce nell'obbiettivo di catturare l'attenzione senza fare assolutamente niente. Prima però abbiamo una piccola emergenza da affrontare: Fritz è uscito dal cancello e per 10 lunghissimi minuti decide di andarsi a fare un giretto per i campi vicini. La giornata si conclude con altre due piccole brutte sorprese: un'insensata multa per divieto di sosta ed il mio ancora più insensato smarrimento della custodia della macchina fotografica (prontamente rimpiezzata grazie al graditissimo regalo di Giulia & Daniela).
La mattina dopo è già tempo di Zumbo. In stazione arriviamo con un piccolo ritardo, conseguenza del mancato funzionamente della sveglia della Giulia, curiosa premonizione freudiana dei simpatici bisticci tra Giulia e Alessandra che daranno un po' di pepe ai giorni successivi.
Dopo aver comprato delle (eccezionali) focaccie per il pranzo, ci rechiamo a Torre Pozzelle (o Pozzella, nemmeno internet chiarisce la giusta grafia) a goderci il mare più pulito, quello che snobbando la sabbia si rifrange direttamente sugli scogli.
Appena tornati dalla spiaggia è già tempo di cenare. Il programma prevede pesce in uno dei molti ristoranti affacciati sul mare, tra Savelletri e Torre Canne. Sarà per la faccia da turisti sprovveduti, o forse per le usanze del posto, sta di fatto che la sola scelta del ristorante determina anche la scelta del menù: il cameriere, probabilmente fuggito da un set di Neri Parenti, infatti decide per noi, indicandoci cosa dobbiamo/possiamo prendere e cosa invece proprio no.
Arriviamo a sera, completamente cotti dalla giornata, riuscendo a trovare le forze solo per contare le stelle cadenti. La sfida dice Giulia 3, Zumbo 2 ed io 1. La Daniela resta ferma a 0, caduta a Morfeo ben prima delle stelle.
Domenica mattina si parte per Matera. Un'ora di viaggio, sostiene mio zio, tre secondo i nostri orologi, i quali risentono però delle confusissime (o inesistenti) indicazioni stradali che ci portano a perderci anche a Castellaneta, il "paese del mito" sostengono le scritte sui muri. Non prima però di esserci intossicati alla sola vista di Taranto, la cui immagine spettrale suggerisce quanto tristemente confermato dai fatti: è la città più inquinata dell'Europa occidentale (e fa davvero impressione leggere che l'Ilva produce l'8,8% dell'inquinamento europeo da diossina).
Matera comunque vale il lungo viaggio, la città è bellissima, e la sua storia la rende ancora più affascinante, suggerendo di aggiungere Cristo si è fermato a Eboli alla lista delle prossime letture. "Come lei davvero non ce n'è" direbbe Bobo Sind, il simpatico ragazzo che ci ha fatto da guida, svelandoci alla fine del percorso che "più che come guida, sono famoso come rapper". Sicuramente sarà vero, e la canzone Come te Matera dopo qualche ascolto diventa anche abbastanza piacevole, ma..... un bel po' di lezioni di canto non potrebbero che fargli bene.
Il ritorno a Ostuni non è più veloce dell'andata, rallentati da un incidente che ci obbliga a ripercorrere alcune sperdutissime stradine di campagna. Buon test comunque per la mia copilota, Daniela, pronta a rimpiazzarmi ottimamente quando il mio occhio sinistro decide di giocarsi in un colpo solo tutta la sua scorta di lacrime.
La sera cena tranquilla al trullo e poi subito tutti a nanna, a recuperare le energie per lunedì, il nostro ultimo giorno a Ostuni.
Durante il giorno andiamo nuovamente a Torre Pozzelle, passando la giornata tra prove di tuffi, ambronzature a chiazze (Giulia) e sbeffegiamenti per il candore della mia pelle (pare che un bambino incrociandomi in spiaggia mi abbia indicato al padre con la frase "papà, hai visto com'è bianco!?"). Un momento particolare è catturato dall'immagine qua a fianco: è probabilmente l'unico istante della giornata in cui una bambina paffutella si è allonata da quegli scogli, per tutto il resto del tempo infatti è rimasta ferma sul ciglio, cercando disperatamente il coraggio necessario per tuffarsi.
Per concludere in bellezza, la sera ceniamo a Cisternino, un bel paesino che si staglia sulla Valle d'Itria, offrendo un magnifico panorama. La cittadina la sera si trasforma in un gigantesco ristorante specializzato in carne, che va scelta direttamente in macelleria, e viene poi cucinata nel ristorante vero e proprio. Il cibo è ottimo, ma le nostre facce ed i vassoi ancora pieni mostrano anche l'altro lato della serata: 4kg di carne sono troppi per quattro persone, e lo sono ancora di più se 2 di queste non sono granché come carnivore. Il bollettino di guerra racconta di 2 kg mangiati ed altri 2 avvolti dalla carta stagnola e poi tornati a Padova con noi.
Il giorno dopo, martedì, già è tempo di tornare, carichi di stracciatella, burrata, taralli ed orecchiette. Con il viaggio finiscono anche le foto (a proposito, se seguite i vari link qua sopra ne troverete parecchie di nascoste), ed è finalmente tempo di rispondere alle domande lasciate in sospeso: sì siete state fantastiche! Grazie davvero per questa splendida vacanza, mi avete dato energia a sufficienza per resistere altri tre mesi in terra inglese, e non è poco, ma soprattutto...... quando si riparte!? :)
P.S. Piccola postilla per un ulteriore forte ringraziamento a zio e Angelo per l'aiuto, la ospitalità e la gentilezza.
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mercoledì 25 agosto 2010
sabato 3 luglio 2010
News
E' da un po' che non vi faccio sapere cosa sto combinando da queste parti, e quindi è bene che ci sia un viaggio in aereo ad arrivarmi in soccorso ed a spingermi a raccontarvi un po'.
Inizio dal presente, e cioè da questo viaggio. Al momento sono in volo tra New York e San Francisco, da cui mi recherò a Palo Alto per 3 settimane divacanza studio con Brian. Cose da fare in California ne ho parecchie, perché un mesetto fa mi è stato assegnato un argomento al contempo molto interessante e molto impegnativo e, per una serie di motivi, praticamente non ho ancora iniziato a guardarlo. Spero di avere comunque il tempo di godermi il sole della California, che sono già certo non mancherà di farsi vedere e, vi assicuro, merita un po' di venerazione. I primi raggi dovrei prenderli già domani, a casa di Brian, il quale, nella sua consueta gentilezza, mi ha invitato a celebrare nella sua (bellissima) casa il 4 luglio (ossia la scacciata dei cattivoni inglesi).
I miei programmi post-California prevedono qualche giorno di Bristol e poi 3 settimane di Italia. Il biglietto di partenza è per il 28 Luglio, mentre quello di ritorno dovrebbe essere per il 20 agosto. Sicuramente in queste tre settimane dovrò essere più produttivo dei miei ritorni precedenti, il 2 settembre infatti mi aspetta la Review del mio (formalmente) primo anno di dottorato, e dovrò perder tempo a scrivere noiosissimi saggi su quel che ho fatto quest'anno (il più spaventoso dei quali consiste nello spiegare come sono aumentate le mie transferable skills..).
Un altra grossa novità prevista per settembre è che avrò un nuovo coinquilino. Mike infatti finirà a breve il dottorato e quindi dovrà cercarsi un'altra casa, dato che qua nelle case abitate da studenti non bisogna pagare tasse e quindi se rimanesse dovrebbe pagarsi la tassa su tutta la casa da solo (e non sono affatto poche sterline). Tra l'altro non sa neanche se rimarrà a Bristol o si trasferisce da qualche altra parte, per cui..
Fattostà che ci stiamo cercando un nuovo coinquilino, cosa resa decisamente più difficile dal fatto che saremo praticamente tutti via per gran parte dell'estate e la nostra landlord vorrebbe che firmassimo il contratto fra non molto tempo. Di conseguenza, se siete interessati a una stanza a Bristol è il vostro momento, non avete che pochi giorni!
Esauriti presente e futuro non resta che il passato. Qua una prima notizia importante da dire è che ho spedito un altro articolo a un giornale, precisamente il Duke Mathematical Journal. Il nome ve lo dico perché è la cosa più interessante: è un giornale molto prestigioso, per cui se me lo accettassero sarebbe fantastico. Appunto per questo, non sono totalmente convinto della scelta fatta, ma ai miei supervisor l'articolo piace molto e a quanto pare la filosofia a cui mi dicono dovrei fare riferimento è "se i tuoi articoli non vengono mai rifiutati, vuol dire che non miri abbastanza in alto", per cui aspetto speranzoso e incrocio le dita.
Altra notizia dal recente passato è la visita della mia cuginetta più grande (Noemi), che è venuta a trovarmi per una decina di giorni di Inghilterra finiti domenica scorsa. Vi confesso che all'inizio ero un pizzico preoccupato: non sapevo bene cosa farle fare per tutti quei giorni, ché 10 giorni non sono pochi e Bristol non è poi così grande, ma alla fine quei dubbi si sono molto presto rivelati infondati e il tempo è scorso via davvero veloce, riempito da un sacco di attività e divertimenti vari. Di grandissimo aiuto è stato sicuramente il tempo che, faticherete a crederci, è stato fantstico: non solo dieci giorni senza pioggia, ma addirittura dieci giorni di caldo e col sole che quasi quasi riusciva persino a scottarmi.
Tra le tante cose fatte, degni di nota sono la visita allo Zoo di Bristol, che non avevo mai visto e mi ha decisamente sorpreso in positivo dato che, viste le dimensioni, mi aspettavo uno zoo sfigatissimo; la visione di uno dei film più brutti che abbia mai visto; le partite dell'Italia (e della Germania) viste a Queen square con gli italiani che stravincono con i tedeschi in quanto a calore del tifo e i tedeschi che stravincono in quanto a risultati; la visione della Camera Oscura in cima alla torre che dà sul ponte (era dalla mia prima settimana di Bristol che ci volevo andare, ma non l'avevo mai trovata aperta, per cui temevo l'avessero chiusa del tutto); la visita a Bath che mi ha rivelato parti della città che mi erano ancora sconosciute; la cena cinese e la pizza cucinata per tutti. Questo a Bristol, ma la sua visita non si è fermata là, abbiamo infatti passato gli ultimi due giorni a Londra, con un rapido giro per la città inframmezzato da un concerto dei Pearl Jam (molto carino, per quanto io non conoscessi nemmeno una canzone!).
Insomma, anche dal solo elenco avrete capito che questi dieci giorni sono stati davvero molto piacevoli, per cui, Noemi, grazie mille per la visita e torna a trovarmi quando vuoi! (Cosa che vale anche per tutti gli altri, la mia casa è sempre aperta alle visite! :))
Inizio dal presente, e cioè da questo viaggio. Al momento sono in volo tra New York e San Francisco, da cui mi recherò a Palo Alto per 3 settimane di
I miei programmi post-California prevedono qualche giorno di Bristol e poi 3 settimane di Italia. Il biglietto di partenza è per il 28 Luglio, mentre quello di ritorno dovrebbe essere per il 20 agosto. Sicuramente in queste tre settimane dovrò essere più produttivo dei miei ritorni precedenti, il 2 settembre infatti mi aspetta la Review del mio (formalmente) primo anno di dottorato, e dovrò perder tempo a scrivere noiosissimi saggi su quel che ho fatto quest'anno (il più spaventoso dei quali consiste nello spiegare come sono aumentate le mie transferable skills..).
Un altra grossa novità prevista per settembre è che avrò un nuovo coinquilino. Mike infatti finirà a breve il dottorato e quindi dovrà cercarsi un'altra casa, dato che qua nelle case abitate da studenti non bisogna pagare tasse e quindi se rimanesse dovrebbe pagarsi la tassa su tutta la casa da solo (e non sono affatto poche sterline). Tra l'altro non sa neanche se rimarrà a Bristol o si trasferisce da qualche altra parte, per cui..
Fattostà che ci stiamo cercando un nuovo coinquilino, cosa resa decisamente più difficile dal fatto che saremo praticamente tutti via per gran parte dell'estate e la nostra landlord vorrebbe che firmassimo il contratto fra non molto tempo. Di conseguenza, se siete interessati a una stanza a Bristol è il vostro momento, non avete che pochi giorni!
Esauriti presente e futuro non resta che il passato. Qua una prima notizia importante da dire è che ho spedito un altro articolo a un giornale, precisamente il Duke Mathematical Journal. Il nome ve lo dico perché è la cosa più interessante: è un giornale molto prestigioso, per cui se me lo accettassero sarebbe fantastico. Appunto per questo, non sono totalmente convinto della scelta fatta, ma ai miei supervisor l'articolo piace molto e a quanto pare la filosofia a cui mi dicono dovrei fare riferimento è "se i tuoi articoli non vengono mai rifiutati, vuol dire che non miri abbastanza in alto", per cui aspetto speranzoso e incrocio le dita.
Tra le tante cose fatte, degni di nota sono la visita allo Zoo di Bristol, che non avevo mai visto e mi ha decisamente sorpreso in positivo dato che, viste le dimensioni, mi aspettavo uno zoo sfigatissimo; la visione di uno dei film più brutti che abbia mai visto; le partite dell'Italia (e della Germania) viste a Queen square con gli italiani che stravincono con i tedeschi in quanto a calore del tifo e i tedeschi che stravincono in quanto a risultati; la visione della Camera Oscura in cima alla torre che dà sul ponte (era dalla mia prima settimana di Bristol che ci volevo andare, ma non l'avevo mai trovata aperta, per cui temevo l'avessero chiusa del tutto); la visita a Bath che mi ha rivelato parti della città che mi erano ancora sconosciute; la cena cinese e la pizza cucinata per tutti. Questo a Bristol, ma la sua visita non si è fermata là, abbiamo infatti passato gli ultimi due giorni a Londra, con un rapido giro per la città inframmezzato da un concerto dei Pearl Jam (molto carino, per quanto io non conoscessi nemmeno una canzone!).
Insomma, anche dal solo elenco avrete capito che questi dieci giorni sono stati davvero molto piacevoli, per cui, Noemi, grazie mille per la visita e torna a trovarmi quando vuoi! (Cosa che vale anche per tutti gli altri, la mia casa è sempre aperta alle visite! :))
giovedì 8 aprile 2010
Pensieri controvento
Stavolta le condizioni per studiare non ci sono proprio: quello che dovrei leggere è piuttosto complicato e il sonno e le urla dei due piccolissimi bambini nella fila dietro non aiutano. Di dormire poi non se ne parla, ché i bambini oltre a gridare si trastullano anche prendendo a calci il mio sedile. Libri da leggere non ne ho portati, e giochini per computer non ne ho. Quindi perché non spendere questo volo nella scrittura di un mini bilancio/racconto di questo mio sesto ritorno patavino? Già, perché no? Cominciamo.
Per prima cosa c'è da dire che sto iniziando ad abituarmi a queste toccate e fuga, ormai riesco a godermi ogni singolo giorno, senza preoccuparmi di consumarli troppo in fretta. E poi, tutto sommato, per una volta ho anche voglia di tornare a Bristol. Non che non mi dispiaccia dover salutare gli amici padovani (e non), ma sento di aver fatto tutto quel che dovevo fare. E poi c'è il lavoro che chiama, il mio relatore americano dovrebbe essere arrivato oggi e sento il dovere e persino la voglia di mettermi a lavorare.
Anche coi Dottor Clown è subentrata una certa abitudine. Mercoledì scorso sono tornato a fare servizio dopo circa 6 mesi, ma al contrario delle volte precedenti, non mi sono sentito iper-agitato per la lunga pausa. Non so se sia una cosa totalmente positiva: senza agitazione si riduce anche l'impulso a migliorarsi, ma d'altra parte non avrei potuto andare avanti a lungo con tutta l'agitazione che avevo in passato.. Ah, ovviamente c'è una persona in particolare da ringraziare per questo: grazie Angela-Graffetta, senza di te, quasi sicuramente avrei mollato da un pezzo. E sono molto contento che la nostra coppia in corsia continui ad essere molto rodata, così diventa tutto enormemente più facile!
Giovedì invece non ho fatto niente di eclatante, ed anche questa è una notizia molto positiva, perché nei piani iniziali c'era la gita in montagna con Giulia e Daniela, che per fortuna non si è fatta. L'idea di partire a casaccio, senza aver ben presente dove dormire, non era proprio geniale, e la forte nevicata montana e la gelata successiva hanno reso evidente che eravamo dei pazzi anche solo a pensarci (questo vuole essere un messaggio in codice per Daniela: non fidarti troppo di me e la Giulia!).
Nel frattempo i bambini dormono, finalmente.
Venerdì e sabato invece sono stati occupati dall'evoluzione della vacanza montanara: la pedalata da Pergine a Bassano (o quasi). Ottima scelta (brava Giulia, e, soprattutto, grazie!), il paesaggio era fantastico, il tempo altrettanto, la pista fattibilissima, praticamente sempre in leggera discesa, e molto bello anche l'ostello di Bassano. Ottimi anche i compagni di viaggio, quindi un grazie va anche a Daniela e a Paolo detto Roberto, e grazie anche alla nostra guida notturna, che è indubbiamente un personaggio, però un personaggio molto simpatico! Ah, ovviamente non può mancare un ringraziamento speciale a Daniela, mia fedele compagna nell'assalto al treno. Alla fine l'assalto è riuscito, ma abbiamo provato in tutti i modi a perdere anche il secondo treno... Ah, dimenticavo, "cazzo cazzo"!
Tornato a Padova cena con i Medici (non quelli del vecchio post!) e poi film: bella serata, meno devastante del solito, nonostante Davide avesse cercato di ucciderci facendoci mangiare anche la sua parte di pollo fritto, sempre il solito schizzinoso... Molto bello anche il film, "Una notte da leoni" (The hangover), di cui ho già parlato a molti.
Domenica Pasqua in famiglia, a casa di mio nonno con zii e cugini vari. Non so da dove venga il detto "Natale con i tuoi, Pasqua con chi vuoi", ma direi che non l'ho mai rispettato. O forse sì, ché le mie cuginette le vedo sempre molto raramente, ma altrettanto volentieri. E, in realtà, lo stesso discorso vale anche gli altri parenti assortiti.
L'aereo sta per arrivare, i bambini hanno ripreso a piangere in modo ancora più chiassoso, ed io devo chiudere il portatile.
Rieccomi, con una brutta notizia: l'aereo è arrivato 15 minuti in ritardo (rendendo tristemente ironica la musichetta suonata all'atterraggio con cui la Ryanair celebrava la sua puntualità). In sé quei pochi minuti non cambierebbero molto, in realtà però la cosa fa una bella differenza: il pullman per la città mi è appena sfrecciato davanti. Era l'ultimo di quelli che passano ogni 20 minuti. Il prossimo, l'ultimo, è tra un'ora, alle 00.50. Poi mi aspetta una mezz'oretta di passeggiata, arriverò a casa sulle 2.
Torniamo al racconto, Pasquetta a casa De Rossi. Qua ci sta davvero un grandissimo ringraziamento alla Giulia TP, che, nonostante non morisse dalla voglia, ha accettato l'autoinvito di Paolo (e mio), risolvendoci parecchi problemi. Piccola nota per i lettori: per chi ancora non lo sapesse, avere tanta gente in casa non è esattamente rilassante; anche senza organizzare cose in grande, bisogna continuamente correre su e giù a prendere qualsiasi piccola cosa. Tutto questo per ribadire il mega ringraziamento alla Giulia, e al principe consorte, naturalmente.
La giornata in ogni caso è stata davvero ottima, con lungo pranzo pieno di allegria. Dopo camminata verso la nuova casetta di Giulia e Andrea, e qua i grazie vengono sostituiti dai complimenti: davvero bella la casa, e altrettanto bella l'idea. L'unico problemino è che ricorda a noi scapestrati che stiamo diventando grandi anche noi. Se avremo bisogno di uno psicologo per superare la cosa, sappiate che vi spediremo in conto.
Dopo la passeggiata è venuto il tempo di scopone e Tabù. Nel secondo i maschi hanno dato prova di generosità, lasciando l'illusione della superiorità alle donzelle, mentre nella prima Andrea ha deciso che quando troppo è troppo: nonostante l'aiuto di Paolo, la Giulia ha dovuto ammettere che con me ed Andrea non c'è partita! Che nostalgia, comunque. Una volta giocavamo una decina di partite di scopone al giorno, questa invece per me era la prima dopo oltre un anno.
Infine grazie anche ai miei due ospiti mattutini e serali: la pastiera era ottima (come il liquore al cioccolato, d'altra parte) e il tè in compagnia è stato molto piacevole.
Prima di concludere, un ringraziamento anche a tutti quelli che hanno condiviso tutti gli altri momenti non raccontati in queste righe: i pranzi in Forcellini/via Lazzarini, il Cubano, i caffè, le passeggiate, il ping pong, la scherma e quant'altro.
Insomma, grazie davvero a tutti; mi avete dato una ricarica ampiamente sufficiente a proseguire nella mia invasione dell'Inghilterra.
Sono arrivato a casa, finalmente. Cotto.
P.S. Per chi volesse, son sicuro che la Giulia TP ha ancora 5-6 camion di pasta da offrire! :P
P.P.S. Grazie Zumbo (e l'ignoto fotografo) per la foto!
Per prima cosa c'è da dire che sto iniziando ad abituarmi a queste toccate e fuga, ormai riesco a godermi ogni singolo giorno, senza preoccuparmi di consumarli troppo in fretta. E poi, tutto sommato, per una volta ho anche voglia di tornare a Bristol. Non che non mi dispiaccia dover salutare gli amici padovani (e non), ma sento di aver fatto tutto quel che dovevo fare. E poi c'è il lavoro che chiama, il mio relatore americano dovrebbe essere arrivato oggi e sento il dovere e persino la voglia di mettermi a lavorare.
Anche coi Dottor Clown è subentrata una certa abitudine. Mercoledì scorso sono tornato a fare servizio dopo circa 6 mesi, ma al contrario delle volte precedenti, non mi sono sentito iper-agitato per la lunga pausa. Non so se sia una cosa totalmente positiva: senza agitazione si riduce anche l'impulso a migliorarsi, ma d'altra parte non avrei potuto andare avanti a lungo con tutta l'agitazione che avevo in passato.. Ah, ovviamente c'è una persona in particolare da ringraziare per questo: grazie Angela-Graffetta, senza di te, quasi sicuramente avrei mollato da un pezzo. E sono molto contento che la nostra coppia in corsia continui ad essere molto rodata, così diventa tutto enormemente più facile!
Giovedì invece non ho fatto niente di eclatante, ed anche questa è una notizia molto positiva, perché nei piani iniziali c'era la gita in montagna con Giulia e Daniela, che per fortuna non si è fatta. L'idea di partire a casaccio, senza aver ben presente dove dormire, non era proprio geniale, e la forte nevicata montana e la gelata successiva hanno reso evidente che eravamo dei pazzi anche solo a pensarci (questo vuole essere un messaggio in codice per Daniela: non fidarti troppo di me e la Giulia!).
Nel frattempo i bambini dormono, finalmente.
Tornato a Padova cena con i Medici (non quelli del vecchio post!) e poi film: bella serata, meno devastante del solito, nonostante Davide avesse cercato di ucciderci facendoci mangiare anche la sua parte di pollo fritto, sempre il solito schizzinoso... Molto bello anche il film, "Una notte da leoni" (The hangover), di cui ho già parlato a molti.
Domenica Pasqua in famiglia, a casa di mio nonno con zii e cugini vari. Non so da dove venga il detto "Natale con i tuoi, Pasqua con chi vuoi", ma direi che non l'ho mai rispettato. O forse sì, ché le mie cuginette le vedo sempre molto raramente, ma altrettanto volentieri. E, in realtà, lo stesso discorso vale anche gli altri parenti assortiti.
L'aereo sta per arrivare, i bambini hanno ripreso a piangere in modo ancora più chiassoso, ed io devo chiudere il portatile.
Rieccomi, con una brutta notizia: l'aereo è arrivato 15 minuti in ritardo (rendendo tristemente ironica la musichetta suonata all'atterraggio con cui la Ryanair celebrava la sua puntualità). In sé quei pochi minuti non cambierebbero molto, in realtà però la cosa fa una bella differenza: il pullman per la città mi è appena sfrecciato davanti. Era l'ultimo di quelli che passano ogni 20 minuti. Il prossimo, l'ultimo, è tra un'ora, alle 00.50. Poi mi aspetta una mezz'oretta di passeggiata, arriverò a casa sulle 2.Torniamo al racconto, Pasquetta a casa De Rossi. Qua ci sta davvero un grandissimo ringraziamento alla Giulia TP, che, nonostante non morisse dalla voglia, ha accettato l'autoinvito di Paolo (e mio), risolvendoci parecchi problemi. Piccola nota per i lettori: per chi ancora non lo sapesse, avere tanta gente in casa non è esattamente rilassante; anche senza organizzare cose in grande, bisogna continuamente correre su e giù a prendere qualsiasi piccola cosa. Tutto questo per ribadire il mega ringraziamento alla Giulia, e al principe consorte, naturalmente.
La giornata in ogni caso è stata davvero ottima, con lungo pranzo pieno di allegria. Dopo camminata verso la nuova casetta di Giulia e Andrea, e qua i grazie vengono sostituiti dai complimenti: davvero bella la casa, e altrettanto bella l'idea. L'unico problemino è che ricorda a noi scapestrati che stiamo diventando grandi anche noi. Se avremo bisogno di uno psicologo per superare la cosa, sappiate che vi spediremo in conto.
Dopo la passeggiata è venuto il tempo di scopone e Tabù. Nel secondo i maschi hanno dato prova di generosità, lasciando l'illusione della superiorità alle donzelle, mentre nella prima Andrea ha deciso che quando troppo è troppo: nonostante l'aiuto di Paolo, la Giulia ha dovuto ammettere che con me ed Andrea non c'è partita! Che nostalgia, comunque. Una volta giocavamo una decina di partite di scopone al giorno, questa invece per me era la prima dopo oltre un anno.
Infine grazie anche ai miei due ospiti mattutini e serali: la pastiera era ottima (come il liquore al cioccolato, d'altra parte) e il tè in compagnia è stato molto piacevole.
Prima di concludere, un ringraziamento anche a tutti quelli che hanno condiviso tutti gli altri momenti non raccontati in queste righe: i pranzi in Forcellini/via Lazzarini, il Cubano, i caffè, le passeggiate, il ping pong, la scherma e quant'altro.
Insomma, grazie davvero a tutti; mi avete dato una ricarica ampiamente sufficiente a proseguire nella mia invasione dell'Inghilterra.
Sono arrivato a casa, finalmente. Cotto.
P.S. Per chi volesse, son sicuro che la Giulia TP ha ancora 5-6 camion di pasta da offrire! :P
P.P.S. Grazie Zumbo (e l'ignoto fotografo) per la foto!
martedì 26 gennaio 2010
India
« A Jamal Malik manca una risposta per vincere 20 milioni di rupie. Come ha fatto?
A: Ha imbrogliato.
B: È fortunato.
C: È un genio.
D: Era scritto. »
Ho visto Slumdog Millionaire venerdì e mi è piaciuto. Non è un capolavoro, va detto, e a tratti mi è parso molto poco credibile (un esempio su tutti, la domanda finale), ma guardandolo come una bella favola si rivela un film più che piacevole. Una menzione speciale va alla colonna sonora: bella ma soprattutto ben scelta, adattissima ad accompagnare quelle continue corse nella caoticissima Mumbai. E poi c'è tanta, tanta India, o almeno così scrive chi in India ha lasciato un grosso pezzo di cuore, nella Daddy's home, una "casa casa-rifugio per bambini di strada e bambini handicappati" nell'Andhra Pradesh.
Anch'io ho rischiato di andarci in India, due anni fa. La prima missione India dei Dottor Clown c'era stata nel 2004 e dall'ora ne erano seguite numerose altre (e molte di più ne seguiranno). Spinto dai racconti entusiasti dei "reduci indiani", dai loro occhi lucidi e dalle pressioni psicologiche di Graffetta, mi ero deciso di mandare una mail ad Evaristo, il grande capo. "Ciao, sono Sandro (in arte dottor Aleph) uno degli ultimi arrivati tra i clown patavini" e poi via fino alla richiesta d'informazioni sulla prossima missione, "posso partecipare?". Di entusiasmo nella mia mail forse non ne traspariva molto, ma d'altra parte i miei inizi sono sempre così, incredibilmente lenti. L'entusiasmo arriva, basta aspettare. Ed era già arrivato una settimana dopo, al momento della risposta: "la vedo dura per quest'anno...". Per loro quella non era l'occasione giusta, l'obiettivo della missione era diverso dal solito e i posti contatissimi. Per me invece l'occasione sarebbe stata perfetta: tra laurea e trasferimento a Bristol, ora o mai più.
A: Ha imbrogliato.
B: È fortunato.
C: È un genio.
D: Era scritto. »
Ho visto Slumdog Millionaire venerdì e mi è piaciuto. Non è un capolavoro, va detto, e a tratti mi è parso molto poco credibile (un esempio su tutti, la domanda finale), ma guardandolo come una bella favola si rivela un film più che piacevole. Una menzione speciale va alla colonna sonora: bella ma soprattutto ben scelta, adattissima ad accompagnare quelle continue corse nella caoticissima Mumbai. E poi c'è tanta, tanta India, o almeno così scrive chi in India ha lasciato un grosso pezzo di cuore, nella Daddy's home, una "casa casa-rifugio per bambini di strada e bambini handicappati" nell'Andhra Pradesh.
Anch'io ho rischiato di andarci in India, due anni fa. La prima missione India dei Dottor Clown c'era stata nel 2004 e dall'ora ne erano seguite numerose altre (e molte di più ne seguiranno). Spinto dai racconti entusiasti dei "reduci indiani", dai loro occhi lucidi e dalle pressioni psicologiche di Graffetta, mi ero deciso di mandare una mail ad Evaristo, il grande capo. "Ciao, sono Sandro (in arte dottor Aleph) uno degli ultimi arrivati tra i clown patavini" e poi via fino alla richiesta d'informazioni sulla prossima missione, "posso partecipare?". Di entusiasmo nella mia mail forse non ne traspariva molto, ma d'altra parte i miei inizi sono sempre così, incredibilmente lenti. L'entusiasmo arriva, basta aspettare. Ed era già arrivato una settimana dopo, al momento della risposta: "la vedo dura per quest'anno...". Per loro quella non era l'occasione giusta, l'obiettivo della missione era diverso dal solito e i posti contatissimi. Per me invece l'occasione sarebbe stata perfetta: tra laurea e trasferimento a Bristol, ora o mai più.Il colpo un po' l'ho sentito, ma in quell'estate i cambiamenti sono stati così tanti che assorbirlo è stato facile. Ogni tanto però ci ripenso e mi interrogo su cosa sarei ora se fossi partito, forse molto diverso, probabilmente sempre lo stesso, solo un po' più ricco. Non lo saprò mai. Non era scritto o forse non ci ho creduto fino in fondo. Non è detto però che non sia stato scritto qualche pagina più avanti, in fondo basta mettere in moto quel lentissimo meccanismo.
P.S. Un grandissimo grazie a Damiano ed Angela, per aver trovato e allevato la mia malandata anima clown.
P.P.S. La foto l'ho rubata dall'album di Evaristo su Facebook, sono sicuro che l'autore dello scatto mi perdonerà.
venerdì 1 gennaio 2010
Qualche grazie, un anno dopo
Dopo questi giorni così intensi, un po' di ringraziamenti:
A mia cugina Noemi, per essersi fermata a trovarmi a Padova e, insieme agli altri (Damiano e Marta), per avermi assecondato in quella follia che era andare al concerto dei Modena City Ramblers a Ravenna.
A Davide, che mi ha accompagnato in quel folle viaggio Padova-Cortina (durato più di 3 ore nonostante la totale assenza di traffico), e soprattutto a Enrico che ci ha ospitato e mi ha prestato scarponi, sci, maschera, .... Grazie anche per la frase "potrai dire di aver fatto la Forcella Rossa con dignità", detta naturalmente prima che scendessimo, a posteriori direi che "con dignità" è decisamente da togliere!
Grazie anche alla Zumbo per averci fatto da "capo-festa" e per averci fornito dei comodssimi letti, e alla sua amica Giulia (?), per aver accettato di farci devastare casa sua.
Ah, una piccola considerazione per chi a Capodanno era con me: visto il nostro isolamento, direi che non possiamo stupirci se d'ora in poi tutti i matematici verranno banditi da ogni festa!
Dimenticavo, buon anno a tutti!!
A mia cugina Noemi, per essersi fermata a trovarmi a Padova e, insieme agli altri (Damiano e Marta), per avermi assecondato in quella follia che era andare al concerto dei Modena City Ramblers a Ravenna.
A Davide, che mi ha accompagnato in quel folle viaggio Padova-Cortina (durato più di 3 ore nonostante la totale assenza di traffico), e soprattutto a Enrico che ci ha ospitato e mi ha prestato scarponi, sci, maschera, .... Grazie anche per la frase "potrai dire di aver fatto la Forcella Rossa con dignità", detta naturalmente prima che scendessimo, a posteriori direi che "con dignità" è decisamente da togliere!Grazie anche alla Zumbo per averci fatto da "capo-festa" e per averci fornito dei comodssimi letti, e alla sua amica Giulia (?), per aver accettato di farci devastare casa sua.
Ah, una piccola considerazione per chi a Capodanno era con me: visto il nostro isolamento, direi che non possiamo stupirci se d'ora in poi tutti i matematici verranno banditi da ogni festa!
Dimenticavo, buon anno a tutti!!
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