Dopo i fatti di Milano di ieri sera, mi è venuta in mente una frase sull'antisemitismo pronunciata da Gad Lerner in una intervista di tanti anni fa. La frase diceva più o meno: "Io gli antisemiti li riconosco subito: sono quelli che vengono e mi dicono «Io non ho niente contro gli ebrei, ma...»".Ammetto di aver detto quel "ma" qualche volta, in fondo criticare i vari governi di Israele si configurava spesso come una naturale continuazione. Poi però mi sono reso conto di non aver mai iniziato una frase con "non ho niente contro gli americani, ma Bush...", o "mi piacciono i russi, ma Putin..." e nemmeno con "Non è che ce l'ho con i palestinesi, ma Hamas...". Perché allora quella specificazione inutile che sembra voler estendere a tutti gli ebrei le decisioni del governo di Israele, quando sarebbe sbagliato estenderla anche solo a quelli che quei governi gli hanno votati? La risposta che mi sono dato è che centinaia di anni di antisemitismo sono difficili da cancellare e si insinuano in modo subdolo anche su chi, come me, si sente (sentiva) al riparo da questi problemi. Da allora cerco di fare molta attenzione a questi comportamenti sia nei riguardi degli ebrei (o altri popoli) sia nei riguardi di situazioni analoghe.
E ora arriviamo ai fatti di Milano, ossia all'aggressione di Tartaglia nei confronti di Berlusconi. La tentazione di dire "solidarietà a Berlusconi, ma..." è veramente tantissima e i possibili modi con cui riempire quei puntini di sospensione sarebbero infiniti, riecheggiano però ancora quelle parole di Lerner e tutto sommato mi dico che anche qua quel "ma" è inopportuno: "Solidarietà a Berlusconi" punto, full stop.
Oggi poi, dopo che tutti questi pensieri mi erano già passati per la testa ho trovato riproposto il concetto di Gad Lerner da parte di un altro grande (scrittore &) giornalista: Mario Calabresi, il direttore de La Stampa, nonché figlio del commissario Calabresi e autore del bellissimo "Spingendo la notte più in là". Il suo articolo Gli indignati a senso unico comincia proprio con "Ci sono momenti in cui bisognerebbe abolire due parole: ma e però". Sottoscrivo in toto tutto l'articolo e tutto sommato anche quello di Lucia Annunziata.
Detto della solidarietà a Berlusconi (e condannato il gesto), resta il disappunto per questo gesto insensato che già sta venendo strumentalizzato dai colonnelli del PdL e che non porterà altro che guai.
Detto della solidarietà a Berlusconi (e condannato il gesto), resta il disappunto per questo gesto insensato che già sta venendo strumentalizzato dai colonnelli del PdL e che non porterà altro che guai.